Genova, nuova mobilitazione dopo l’attacco alla Flotilla: più di mille in piazza. Corteo in centro. Rebora: «Venerdì alla fiaccolata saremo 150mila»

Davanti alla Prefettura studenti, sindacati e associazioni. Cgil e Usb: pronti allo sciopero generale se la missione sarà fermata. Il rettore Unige Delfino presenta denuncia per l’occupazione dei ragazzi a Balbi 5

A due giorni dallo sciopero generale che lunedì ha portato in piazza ventimila persone a Genova, la città è tornata a mobilitarsi dopo il nuovo attacco con droni contro le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in navigazione verso Gaza. Nel pomeriggio oltre un migliaio di persone si è radunaoe davanti alla Prefettura, in una manifestazione che ha visto fianco a fianco studenti, associazioni e organizzazioni sindacali.

Solo bandiere palestinesi, nessun altro simbolo politico, a segnare la natura corale del presidio. Una delegazione – composta da realtà che già a fine agosto avevano promosso la raccolta di aiuti umanitari a Genova e seguito la partenza di alcune barche verso la Sicilia, tra cui Music for Peace, Cgil, Usb, Calp e Anpi – è salita in Prefettura per chiedere al Governo italiano un impegno concreto: lavorare per un cessate il fuoco, aprire un corridoio umanitario e garantire la sicurezza degli equipaggi della Flotilla.
Alle 18:40 è stata chiusa via Roma. Poi il corteo è partito con itinerario via Roma, piazza De Ferrari, via Petrarca, piazza Matteotti, via San Lorenzo e piazza Caricamento, dove è arrivato alle 20:40.
A Genova si prepara un nuovo appuntamento di piazza: venerdì sera è prevista una grande fiaccolata, con l’invito a portare soltanto bandiere palestinesi. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è radunare tra le 100 e le 150 mila persone. L’iniziativa è partita da Stefano Rebora, fondatore di Music for Peace, che al termine dell’incontro in Prefettura ha parlato a nome di tutte le realtà promotrici. Rebora ha sottolineato l’importanza di un impegno collettivo: «Ognuno deve fare la propria parte, invitando altri a partecipare. Se saremo in così tanti, riusciremo a fermare la città senza bisogno di alcun gesto violento». Un’altra fiaccolata è prevista per sabato 30 settembre.
Durante il presidio è intervenuto Igor Magni, segretario della Camera del Lavoro di Genova, che ha sottolineato come la mobilitazione debba andare avanti: «Essere qui sotto il logo della Flotilla significa rivendicare i diritti del popolo palestinese in un momento drammatico, ma anche confermare la nostra determinazione. La Cgil di Genova, insieme alla Cgil nazionale, è pronta a proclamare uno sciopero generale nel caso di nuovi attacchi che fermassero la missione o causassero conseguenze gravi».
Anche l’Usb, oggi, ha ribadito la linea dello sciopero generale come strumento di pressione, ricordando che già la giornata del 22 settembre ha dimostrato come “bloccare tutto” sia una possibilità reale e condivisa da ampie fasce del Paese. L’organizzazione ha rilanciato l’idea di una mobilitazione permanente, con assemblee, presìdi e piazze pronte ad attivarsi in tutta Italia seguendo il viaggio della Flotilla.
Intanto, continua a far discutere la situazione all’interno dell’Università di Genova, dove il palazzo di via Balbi 5 è stato occupato dagli studenti dei collettivi. Il rettore Federico Delfino ha deciso di presentare denuncia contro gli autori, sottolineando anche la gravità di alcuni contenuti affissi all’interno degli spazi dell’ateneo.
Genova si conferma uno dei centri più attivi della mobilitazione nazionale: associazioni, sindacati e movimenti hanno annunciato che le iniziative non si fermeranno e che, se la Flotilla dovesse essere nuovamente colpita, la risposta sarà immediata e di massa.
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